Palma di Montechiaro sorge su una collina sulla costa meridionale della Sicilia ed è poco distante dal capoluogo Agrigento. Nel territorio di Palma sono stati ritrovati numerosi reperti archeologici risalenti al II millennio a.c. e la presenza di numerose tombe sicane , dimostrano che in questo territorio, fin da tempi remoti, vi furono insediamenti umani i cui abitanti erano dediti all’agricoltura ed alla pastorizia.
Nel XII secolo a.c., i rodio-cretesi che popolavano la fascia costiera tra Gela e Palma fortificarono i siti di Castellazzo e Piano del Vento, punti strategici dai quali è visibile tutta la costa.
Il primo atto della storia di Palma è la costruzione del Castello Chiaramontano ( 1353), che si staglia lungo la costa a metà strada tra Punta Bianca e la foce del fiume Palma, ad opera di Federico Prefoglio che di lì a poco passò ai Chiaramonte, da cui prese il nome.
L’atto di fondazione della città di Palma porta la data del 25 aprile 1637. Nello stesso documento si rileva che a fondare la città fu Carlo Caro Tomasi dopo avere ottenuto il 16 gennaio 1637 la ” licentia populandi ” dal re Filippo Il. Il 3 maggio 1637 fu posta la prima pietra. La scelta del luogo dove sorse la città fu davvero felice se, non appena mezzo secolo dopo, l’abate Saint-Non nel suo ” Voyage pittoresque ” ebbe a scrivere ” …Questa graziosa cittadina è molto popolata ed ha una posizione incantevole: i dintorni sono pieni di giardini deliziosi e tutto questo paese è in genere d’una abbondanza enorme di vigneti, di coltivazioni e di ogni sorta di alberi da frutta…”
Nel 1640, Carlo, primo duca di Palma, sentendosi portato per la vita monastica, rinunciò al ducato in favore del fratello Giulio che sposò Rosalia Traina, nipote del vescovo di Girgenti, da cui nacquero, tra gli altri, Isabella Domenica, oggi venerabile, e Giuseppe Maria canonizzato il 12 ottobre 1986.
I primi abitanti di Palma vennero da Ragusa, città natale dei Tomasi, e da Agrigento, Licata, Naro, Caltanissetta. A difesa della città dagli attacchi provenienti dal mare dei pirati saraceni il duca Carlo fece costruire, dopo avere ottenuto il permesso da Filippo IV di Spagna, una torre che dedicò a San Carlo.
E’ da registrare che Palma, dopo pochi anni dalla fondazione, ebbe un notevole aumento demografico tanto che nel 1652 furono censite 2.470 abitanti e 473 abitazioni.
La città fu costruita seguendo una ideale pianta a maglia ortogonale.
Innumerevoli furono le iniziative sociali e filantropiche dei Tomasi, tanto che il II duca di Palma Giulio può essere considerato appieno un ” riformatore sociale ” e per la sua religiosità meritò l’appellativo di Duca Santo. Fece costruire sulla collinetta denominata il Calvario, la Chiesa di Santa Maria della Luce, e, da uomo religiosissimo qual era, realizzò una via crucis che rappresentava il percorso di Gesù dal palazzo di Pilato al Golgota ed ottenendo per quei pellegrini che la percorrevano, l’indulgenza plenaria al pari di quelli in Terra Santa. Istituì una sorta di sussidi di disoccupazione, il monte di pietà ( colonna frumentaria ), fece costruire un ospedale, un asilo per le fanciulle bisognose e un collegio per la rieducazione delle “reepentite “.
La prima dimora dei Tomasi in Palma è l’attuale Monastero (primo palazzo della famiglia Tomasi) che nel 1659 fu trasformato in Monastero delle Benedettine per accogliere le figlie e la moglie del Duca Santo. Attigua al Monastero vi è la chiesetta di Maria Santissima del Rosario. Entrambi esempio pregevole del barocco siciliano.
Altro esempio del barocco siciliano è la Chiesa Madre, con annessi l’Oratorio del Santissimo Sacramento e l’Oratorio del Santissimo Rosario, che sorge maestosa in cima ad una lunga e larga scalinata.
Sono ancora da ricordare l’ex convento dei Padri Scolopi, oggi sede del Comune, con annessa la chiesa della Sacra Famiglia, la Chiesa di Sant’Angelo, detta della Batiella. Altre chiese sono degne di menzione come la Chiesa del Purgatorio e la Chiesa del Collegio di Maria.
Tra il 1653 e il 1659 fu costruito il Palazzo Ducale, dopo che il primo venne inglobato dal Monastero delle benedettine.
Dal punto di vista paesaggistico la costa si presenta incantevole e con numerosi posti che vale la pena visitare. Rocca Tenna e Rocca Patella sono situate lungo la costa orientale ad est di Marina di Palma e sono raggiungibili via mare mentre la Baia delle Sirene, la spiaggia della Vicinzina e Punta Bianca sono ad ovest e anch’esse raggiungibili dal mare. Incantevole è anche la vista della Fontana Spina che lascia al visitatore la sensazione si trovarsi sospesi tra la terra e il cielo (vedi foto).
Chiesa Madre
La Chiesa Madre di Palma di Montechiaro
Costruita tra il 1669 e il 1709 è dedicata a Maria Santissima del Rosario è un notevole esempio di architettura barocca siciliana. Situata in cima a una scenografica scalinata, domina la cittadina di Palma di Montechiaro.
L’interno, a tre navate, contiene due cappelle riccamente decorate dedicate al Santissimo Sacramento e alla Madonna del Rosario. Contiene numerose opere pittoriche realizzate da artisti quali Domenico Provenzani, Gaspare Serenario e Raffaele Manzella.

Monastero
Il Monastero di Palma di Montechiaro
Posta la prima pietra il 3 maggio 1637 rappresenta la prima dimora della famiglia Tomasi. Viene trasformato in Monastero nel 1659 sotto la regola Benedettina della clausura. Giulio Tomasi, lasciata la moglie e le quattro figlie, fatte suore a popolare la casa di culto, si trasferisce nel nuovo Palazzo che nel frattempo era stato ultimato. Nel romanzo “Il Gattopardo” esso viene menzionato come “Monastero del Santo Spirito”. Ancora oggi le suore custodiscono l’antica ricetta dei “Biscotti ricci” .

Antiquarium
L’Antiquarium “Giacomo Caputo”
L’Antiquarium “Giacomo Caputo” è il primo museo archeologico nella storia di Palma di Montechiaro. Inaugurato il 10 gennaio 2025 presso il Palazzo Ducale intitolato all’ archeologo Giacomo Caputo.
L’Antiquarium ospita una mostra intitolata “Il Patrimonio ritrovato. Percorsi di legalità nella Terra del Gattopardo”, che espone opere recuperate grazie a sequestri effettuati dalle forze dell’ordine e restituite al demanio regionale. Sono presenti reperti provenienti dal territorio di Palma di Montechiaro.

Calvario
Il Calvario di Palma di Montechiaro
Costruito nel 1650, sotto influenza Barocca, è un sito di grande valore storico e spirituale situato su una collina all’entrata del paese, sopra il parco archeologico della Zubbia. Giulio Tomasi, duca di Palma, volle ricreare il percorso di Gesù Cristo dal palazzo di Pilato al Golgota, creando una via Crucis che collegava il Monastero al Monte Calvario.
Questo itinerario spirituale culminava nella chiesa di Santa Maria della Luce, dove era custodita una copia della Sacra Sindone, donata a Carlo Tomasi dall’Infanta Maria di Savoia. Attualmente, questa reliquia è conservata nella Chiesa del Collegio a Palma.

